Comprendere i fattori associati all’allattamento esclusivo può aiutare a descrivere i bisogni delle madri e delle famiglie. Per questo una revisione sistematica con metanalisi di 38 studi osservazionali ha raccolto le principali evidenze disponibili sul tema.
La revisione di Kalhor e colleghi è stata pubblicata su International Breastfeeding Journal nel 2025 (registrazione su PROSPERO: codice CRD42023483049). Il lavoro mira a identificare e sintetizzare i fattori associati all’allattamento esclusivo, con un’analisi quantitativa delle variabili più studiate.
La ricerca ha incluso studi pubblicati tra il 1° gennaio 2000 e il 30 novembre 2023. Le fonti consultate sono PubMed/MEDLINE, Web of Science, PsycINFO, Cochrane, Scopus, EMBASE, Google Scholar, SID e Magiran. La selezione degli studi e l’estrazione dei dati sono state condotte da due revisori, con il coinvolgimento di un terzo in caso di disaccordo. La qualità metodologica è stata valutata tramite la Newcastle–Ottawa Scale adattata.
Per la sintesi quantitativa sono stati utilizzati modelli a effetti fissi o casuali, con eterogeneità misurata tramite indice I². Sono stati inclusi 38 studi osservazionali: 26 trasversali, mentre gli altri sono studi di coorte, indagini o altri disegni osservazionali. Il campione totale comprende 70.183 partecipanti, di cui 19 studi sono stati inclusi nella metanalisi.
Gli studi inclusi hanno coinvolto gravidanze singole non ad alto rischio, neonati di almeno 37 settimane e peso alla nascita tra 2.500 e 4.000 grammi. L’allattamento esclusivo è stato definito come alimentazione basata solo su latte materno, senza altri alimenti o liquidi (esclusi soluzioni reidratanti orali e vitamine/minerali).
Per contestualizzare i risultati e le implicazioni cliniche, è utile ricordare le raccomandazioni di OMS e UNICEF, che indicano l’avvio dell’allattamento entro la prima ora dalla nascita, l’allattamento esclusivo per i primi sei mesi e l’introduzione di alimenti complementari sicuri, continuando l’allattamento fino a due anni o oltre.

