Uno studio osservazionale condotto su 150 infermieri e infermiere dell’emergenza territoriale del Centro Italia rileva un’associazione tra minori punteggi di ansia auto-riferita e maggiore esperienza professionale, oltre che con alcune certificazioni avanzate. I risultati suggeriscono spunti di riflessione su formazione, coping e sostegno di équipe, ma vanno interpretati con cautela: il disegno trasversale e l’utilizzo di un questionario autoprodotto non consentono di dimostrare rapporti di causa-effetto né efficacia preventiva.

Contesto: l’emergenza preospedaliera e la pressione decisionale

L’emergenza preospedaliera rappresenta uno degli ambiti operativi più impegnativi per il personale sanitario, caratterizzato da decisioni rapide in situazioni spesso contraddistinte da informazioni incomplete, ambienti difficilmente controllabili e forte esposizione a eventi critici. In questo contesto, la capacità di mantenere le proprie competenze decisionali e operative sotto pressione assume un ruolo centrale non solo per la sicurezza dei pazienti, ma anche per la tenuta psicologica degli operatori.

Lo studio pubblicato su L’Infermiere

Un’indagine pubblicata nel 2026 sulla rivista L’Infermiere ha analizzato i fattori associati all’ansia nel personale infermieristico dei servizi 118, considerando esperienza professionale, formazione, supporto del team e strategie individuali di coping. La ricerca ha evidenziato soprattutto il ruolo dell’esperienza e della formazione avanzata, pur con i limiti di uno studio cross-sectional.

Esperienza, formazione e supporto del team

La letteratura scientifica ha ampiamente documentato come l’ambito dell’emergenza preospedaliera possa esporre il personale sanitario a elevati livelli di stress lavorativo. Studi precedenti hanno indicato che l’esperienza professionale, la formazione specifica e il supporto del team rappresentano fattori rilevanti nella gestione dello stress e nella riduzione del rischio di esiti psicologici negativi. Inoltre, la disponibilità di informazioni chiare e il confronto con i colleghi sono stati associati a una migliore gestione dello stress lavorativo.

Strategie individuali di coping

Anche le strategie individuali di coping rivestono un ruolo significativo: la capacità di ridefinire cognitivamente situazioni stressanti, l’attività fisica regolare e la preparazione mentale sono state identificate come strategie efficaci per gestire lo stress. Tuttavia, il confronto con colleghi e la disponibilità di informazioni chiare restano elementi centrali nell’ambiente lavorativo dell’emergenza.

Stress e supporto del team

Studi qualitativi su ambulance nurses hanno evidenziato l’importanza del confronto post-intervento e della collaborazione del team nella gestione dello stress. Il confronto con i colleghi e la certezza di poter contare sul supporto del team sono risultati fondamentali nel contenere il disagio psicologico e favorire il recupero dopo eventi critici.

Dettagli dello studio

Lo studio è stato condotto tra settembre e novembre 2025 attraverso un questionario distribuito online al personale infermieristico dei Servizi di Emergenza Territoriale 118 di due regioni del Centro Italia. Dei 150 partecipanti, 96 erano donne e 54 uomini, con un’età media di 32,7 anni. L’esperienza professionale media era di 6,6 anni, mentre l’esperienza in area critica era di 4,6 anni. La maggior parte dei partecipanti possedeva una laurea triennale (101), seguita da master (37), laurea magistrale (9) e diploma equipollente (3).

Valutazione dell’ansia e risultati

A differenza di altri studi che utilizzano scale standardizzate come la STAI o la GAD-7, questa ricerca ha impiegato un questionario autoprodotto con 30 item su scala Likert da 1 a 5, indagando cinque dimensioni: percezione del carico di lavoro, sintomi fisici, sintomi cognitivo-emotivi, supporto/dinamiche di team e strategie di coping. Il questionario ha mostrato una consistenza interna soddisfacente (α di Cronbach = 0,928). I punteggi medi riportati sono stati 12,21 per la percezione del carico di lavoro, 10,49 per i sintomi fisici, 9,37 per i sintomi cognitivo-emotivi, 13,47 per il supporto/team e 11,39 complessivamente.

Fonti