Secondo quanto riportato da repubblica.it, gli antibiotici potrebbero compromettere l'efficacia dell'immunoterapia nei pazienti oncologici. Questo è il risultato di una metanalisi internazionale su quasi 100mila pazienti trattati con immunoterapia, pubblicata sulla rivista Cancer Cell e realizzata da ricercatori della Fondazione Policlinico A. Gemelli Irccs e dell'Università Cattolica.

Secondo i ricercatori, circa il 30% dei pazienti oncologici assume antibiotici prima o durante l'immunoterapia, spesso a scopo profilattico. Le infezioni più comuni trattate sono quelle respiratorie e urinarie. Circa l'11% dei pazienti assume antibiotici preventivamente, e l'uso non sempre si traduce in un vantaggio significativo in termini di mortalità correlata all'infezione.

La metanalisi ha rilevato che l'uso di antibiotici si associa a una ridotta sopravvivenza globale e a una minore efficacia dell'immunoterapia. I pazienti che hanno assunto antibiotici hanno mostrato un aumento del rischio relativo di morte del 49% e un aumento del rischio relativo di progressione della malattia del 44%. Queste osservazioni sono risultate valide in diversi tipi di tumori e si sono confermate anche escludendo gli studi con maggiore rischio di bias. I rischi relativi erano leggermente inferiori nei pazienti in miglior stato di salute. Il legame tra antibiotici ed esiti negativi è risultato più forte quando i farmaci sono stati assunti nei due mesi precedenti l'inizio dell'immunoterapia.

Antonio Gasbarrini sottolinea che "questi numeri vanno letti con attenzione. Si tratta di un rischio relativo: indica che, nel periodo osservato, il rischio di morte tra i pazienti esposti agli antibiotici era circa una volta e mezza quello dei non esposti. Non significa che gli antibiotici aumentino del 49% la probabilità assoluta di morire". Il dato si inserisce in un contesto già noto: il microbiota intestinale è un fattore che influenza l'efficacia dell'immunoterapia.

Fonti