Il 14 ottobre 2026 la Camera dei Deputati ha approvato in via definitiva, con 153 voti favorevoli, 105 contrari e 4 astenuti, il disegno di legge A.C. 2789, presentato dalla ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli, contenente "Disposizioni per il riconoscimento e la tutela delle persone che assistono e si prendono cura dei propri cari". Il testo, composto di 18 articoli, introduce per la prima volta nel nostro ordinamento un sistema organico di riconoscimento e sostegno ai caregiver familiari, definendone profili di impegno, benefici e strumenti di tutela.
Chi è il caregiver familiare secondo la legge
La nuova legge definisce caregiver familiare il maggiorenne che assiste, in modo volontario e gratuito, il coniuge, il partner unito civilmente, il convivente o un parente o affine entro il secondo grado che si trovi in una delle seguenti condizioni:
- Disabilità riconosciuta ai sensi della legge 104/1992 (articolo 3, comma 3), ovvero con connotazione di gravità;
- Indennità di accompagnamento, quindi con necessità continua di assistenza;
- Non autosufficienza secondo i criteri dei decreti legislativi 62/2024 e 29/2024.
Il riconoscimento formale avviene tramite una procedura telematica INPS, che dovrà essere attiva entro il 2 gennaio 2027. Entro 30 giorni dalla domanda viene rilasciato un certificato che attesta la qualifica di caregiver e il relativo profilo.
I quattro profili di caregiver e i rispettivi sostegni
La legge distingue quattro profili, definiti in base al tempo dedicato all'assistenza e alla convivenza con la persona assistita:
- Caregiver prevalente: dedica almeno 91 ore settimanali e convive con persona assistita con non autosufficienza grave. Sostegni: contributo economico, tutele sul lavoro, servizi di supporto.
- Caregiver convivente: dedica da 30 a meno di 91 ore settimanali. Sostegni: tutele sul lavoro e servizi di supporto.
- Caregiver non convivente: dedica almeno 30 ore settimanali. Sostegni: riconoscimento, informazione, partecipazione al PAI.
- Caregiver con impegno ridotto: dedica da 10 a meno di 30 ore settimanali. Sostegni: riconoscimento, informazione, partecipazione al PAI.
Il contributo economico per i caregiver prevalenti
Il contributo economico, riservato ai caregiver prevalenti, può arrivare fino a 1.200 euro a trimestre, cioè circa 400 euro al mese, per ciascun assistito, fino a un massimo di due persone assistite. Il contributo è erogato a chi ha un ISEE entro 25.000 euro e redditi da lavoro non oltre 3.000 euro lordi annui. Oltre i 15.000 euro di ISEE, l'importo si riduce progressivamente. La copertura finanziaria è garantita da 207 milioni l'anno dal 2027 dal Fondo per il caregiver familiare, più 50 milioni dal Fondo per le politiche in favore delle persone con disabilità e 3 milioni dal 2028.
L'impatto della legge su infermieri, OSS e servizi territoriali
La legge incide anche sul lavoro di infermieri e operatori sociosanitari che assistono pazienti a domicilio. Il ruolo del caregiver viene formalizzato nei percorsi di cura: partecipa alla valutazione multidimensionale e alla stesura del PAI, ha diritto alle informazioni sui servizi sanitari, sociosanitari e sociali e può ricevere formazione gratuita, sostegno psicologico, sostituzione secondo il PAI, visite domiciliari e teleconsulto, a seconda del profilo. Le competenze di cura del caregiver possono inoltre essere certificate come credito formativo per la qualifica di OSS. Infine, se infermiere o OSS assiste un familiare come caregiver prevalente o convivente, può chiedere modifiche all'orario e alle modalità di lavoro.

