La Clinical Frailty Scale (CFS), nota anche come scala di Rockwood, è uno degli strumenti clinici più utilizzati nella valutazione della fragilità negli anziani. Sviluppata dal geriatra canadese Kenneth Rockwood e dai suoi collaboratori nell'ambito del Canadian Study of Health and Aging, la scala è stata pubblicata nella sua versione a sette livelli nel 2005, per poi essere ampliata a nove livelli in una revisione successiva. Nel 2020 è stata presentata la versione 2.0, che aggiorna alcune denominazioni e chiarisce in modo più dettagliato le descrizioni dei singoli livelli.
La CFS è una scala clinica che sintetizza lo stato di fragilità del paziente attraverso nove livelli ordinati. A differenza di altre scale o questionari, non si basa su un punteggio numerico ottenuto sommando risposte, ma richiede al professionista un giudizio clinico globale fondato sull'osservazione, sulla valutazione dell'autonomia funzionale e sull'anamnesi. La scala considera variabili come capacità nelle attività quotidiane, mobilità, cognizione, sintomi e livello di dipendenza assistenziale. Non si tratta di un questionario da compilare, ma di uno strumento che guida il clinico nella formulazione di un giudizio complessivo.
È importante distinguere la Clinical Frailty Scale dal Frailty Index, altro strumento sviluppato dallo stesso gruppo di ricerca. Il Frailty Index si basa invece sul rapporto tra il numero di deficit presenti in un individuo e il numero totale di deficit considerati. La CFS rappresenta quindi un approccio più sintetico e immediato.
La versione aggiornata della scala prevede nove livelli:
- Molto in forma: persona energica, attiva e motivata, non necessariamente coinvolta in attività sportive intense, ma comunque fisicamente attiva e impegnata.
- In forma: persona in buona salute funzionale, con attività fisica meno intensa rispetto al livello precedente, ma ancora autonoma e attiva.
- Gestisce bene la propria condizione: persona con problemi clinici presenti ma ben controllati, che non compromettono in modo significativo l'autonomia.
- Fragilità molto lieve: persona ancora autonoma nella vita quotidiana, ma che inizia a manifestare sintomi o limitazioni che riducono la riserva fisica.
- Fragilità lieve: persona che necessita di aiuto nelle attività strumentali della vita quotidiana, come fare la spesa, gestire le finanze o i farmaci.
- Fragilità moderata: persona che necessita di aiuto anche nelle attività quotidiane, come preparare i pasti, svolgere le pulizie domestiche o utilizzare i mezzi pubblici.
- Fragilità severa: persona dipendente da altri per la cura personale, come lavarsi o vestirsi, e che presenta una significativa riduzione della riserva fisica.
- Fragilità molto severa: persona completamente dipendente dagli altri per le attività quotidiane e con riserve estremamente ridotte, pur non essendo necessariamente in fase terminale.
- Malattia terminale: persona con aspettativa di vita inferiore a sei mesi, secondo il giudizio clinico, indipendentemente dal livello di fragilità.
Uno degli aspetti fondamentali della CFS è la definizione della condizione abituale del paziente. Il punteggio deve descrivere la condizione abituale del paziente, evitando di confondere il deterioramento acuto dovuto a una malattia con la fragilità preesistente. Per questo motivo, nei pazienti ricoverati o valutati durante un episodio acuto, è necessario ricostruire la condizione precedente alla malattia, riferendosi in genere alla condizione di circa due settimane prima dell'evento acuto.

