Secondo quanto riporta la Repubblica, un recente studio pubblicato sul Journal of Applied Gerontology mette in luce i rischi per la salute cardiovascolare dei caregiver familiari. La ricerca, condotta da Kyeung Mi Oh della George Mason University e Yeonsu Song della Università della California di Los Angeles, ha analizzato una popolazione di poco meno di 800 caregiver familiari e non retribuiti con patologie cardiovascolari che assistono anziani residenti nella comunità.
Lo studio utilizza i dati del National Health and Aging Trends Study e del National Study of Caregiving, e fotografa una situazione già critica: oltre il 90% dei partecipanti soffre di ipertensione, malattie cardiache o ha precedenti di infarto. La maggioranza dei caregiver è costituita da donne over-65, circa il 60% del campione.
Tra i fattori più negativi per la salute dei caregiver emergono sonno disturbato, sensazione di stanchezza e ridotta forza muscolare alle gambe. Questi fattori si correlano con una maggiore difficoltà a svolgere l'assistenza e un aumento del carico emotivo. In altre parole, più ore dedicate all'assistenza e maggiore è il tempo richiesto, maggiore è il carico psicofisico per il caregiver.
Il rischio non è solo fisico: ansia, depressione e stress prolungato possono aggravare le condizioni cardiovascolari preesistenti. Donne e persone relativamente giovani risultano i gruppi più esposti. Gli esperti raccomandano quindi attenzione alla salute dei caregiver, monitorando sonno, forza fisica e benessere emotivo per proteggere il loro cuore.
"I nostri risultati suggeriscono che il sonno, la funzionalità fisica, il benessere emotivo e le esigenze assistenziali dei caregiver sono fattori importanti associati al carico assistenziale e al disagio psicologico", concludono gli autori.

