Secondo quanto riportato da Il Messaggero, i farmaci anti-obesità continuano a tenere banco nella discussione scientifica internazionale. Dopo gli effetti collaterali rari emersi nei mesi scorsi, un nuovo studio presentato al congresso della European Academy of Dermatology and Venereology accende i riflettori su un altro possibile effetto collaterale delle terapie con agonisti del recettore Glp-1, impiegate nel trattamento del diabete di tipo 2 e dell’obesità: la caduta dei capelli e i disturbi delle unghie.


Lo studio, condotto su 1.904 pazienti distribuiti tra Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito, ha confrontato due gruppi: 575 persone in trattamento con agonisti del recettore Glp-1 e 1.329 soggetti non in terapia con questi farmaci. I risultati hanno mostrato una maggiore incidenza di problematiche ungueali nei pazienti in terapia, con il 66% che ha segnalato disturbi alle unghie, a fronte del 53% del gruppo di controllo. In particolare, il distacco di un’unghia è stato riportato dal 39% dei pazienti in terapia, contro il 9% dei controlli, mentre le alterazioni del colore dell’unghia hanno interessato il 46% dei trattati rispetto al 17% dei controlli.


Parallelamente, anche la salute dei capelli sembra risentire del trattamento. La perdita di capelli è stata riferita dal 50% dei pazienti in terapia, contro il 34% del gruppo di controllo, mentre la riduzione di densità o volume ha riguardato il 42% dei trattati e il 19% dei controlli. I ricercatori hanno inoltre registrato sintomi associati come arrossamenti, prurito o desquamazione del cuoio capelluto.


Secondo Charles Taïeb, ricercatore dell’European Market Maintenance Assessment e co-autore dello studio, i dati evidenziano un’associazione chiara tra la terapia con Glp-1 e le alterazioni ungueali e cutanee. Tuttavia, Taïeb sottolinea che non tutto ciò che si verifica durante il trattamento è necessariamente causato dal farmaco stesso, evidenziando la necessità di ulteriori ricerche per comprendere appieno il fenomeno.


“Finora le alterazioni ungueali e cutanee associate alle terapie con Glp-1 erano documentate solo da segnalazioni isolate. I nostri dati mostrano un’associazione chiara, ma sottolineano anche un punto fondamentale: non tutto ciò che si verifica durante il trattamento è necessariamente causato dal farmaco stesso”, ha spiegato Taïeb, invitando i pazienti a non allarmarsi e a rivolgersi al proprio medico in caso di sintomi.


Gli autori dello studio precisano che, sebbene le alterazioni riscontrate siano generalmente benigne e trattabili se identificate tempestivamente dal medico curante o dallo specialista, i risultati evidenziano la necessità di ulteriori studi per comprendere meglio i meccanismi alla base di questi effetti. Lo studio si inserisce in un contesto di crescente attenzione verso gli effetti collaterali rari dei farmaci anti-obesità, che negli ultimi mesi hanno mostrato sia un’efficacia significativa nel controllo glicemico e nella perdita di peso, sia una serie di effetti collaterali rari che hanno sollevato interrogativi nella comunità scientifica.

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