La frattura del femore è una delle conseguenze più comuni di una caduta negli anziani. Dopo i 65 anni infatti capita spesso di rompersi il femore anche per incidenti banali: un tappeto, un gradino, un girarsi di notte per andare in bagno. In ospedale, nella maggior parte dei casi, la frattura viene trattata chirurgicamente: con una protesi o con chiodi, viti o placche che ricompongono e stabilizzano l’osso. Ma l’intervento da solo non basta.
Il Programma nazionale esiti di Agenas valuta la qualità degli ospedali anche in base alla percentuale di pazienti sopra i 65 anni che vengono operati entro 48 ore dalla frattura. Tempi di attesa più lunghi, infatti, possono portare a complicazioni: la permanenza a letto fa perdere forza muscolare, aumenta il rischio di piaghe, infezioni e problemi respiratori e, nei più fragili, può provocare disorientamento e confusione.
Per questo, già nei giorni successivi all’intervento, i pazienti vengono incoraggiati ad alzarsi e a muovere i primi passi con l’assistenza dei fisioterapisti. Il percorso però non finisce in ospedale. Il recupero continua a casa e richiede attenzione non solo da parte del paziente, ma anche della famiglia.
Prima della dimissione è importante chiarire con medici e fisioterapisti alcuni punti chiave:
- Quanto peso può essere caricato sulla gamba operata: carico completo, parziale o solo sfiorante.
- Quale ausilio utilizzare per camminare: deambulatore, stampelle o bastone e per quanto tempo.
- Modalità della riabilitazione: se va fatta in una struttura, in ambulatorio o a domicilio e chi la attiva.
- Farmaci e terapie da seguire a casa, per quanto tempo e quali controlli sono necessari.
- Data della visita di controllo con l’ortopedico e cosa portare.
Prima del rientro a casa è utile preparare l’ambiente:
- Eliminare tappeti, fili elettrici e oggetti sul pavimento che potrebbero far inciampare.
- Assicurarsi che dal letto al bagno ci sia un percorso libero e abbastanza largo per deambulatore e stampelle.
- Installare luci notturne e interruttori raggiungibili dal letto per evitare spostamenti al buio.
- Verificare che letto e sedie siano alla giusta altezza: troppo bassi rendono difficile alzarsi. In molti casi bastano rialzi o cuscini rigidi.
- Rendere il bagno più sicuro con un rialzo per il water, maniglioni accanto al wc e alla doccia e tappetini antiscivolo.
- Tenere a portata di mano telefono, occhiali, acqua e medicine per evitare movimenti inutili.
Nei primi giorni, soprattutto, il paziente non deve essere mantenuto seduto per paura: il movimento è parte della cura. Seguire gli esercizi indicati dal fisioterapista e camminare, anche brevemente, più volte al giorno con l’ausilio prescritto è essenziale per recuperare autonomia.

