Secondo quanto riportato da nurse24.it, l'introduzione dell'intelligenza artificiale (IA) nei sistemi sanitari è al centro del primo documento programmatico globale dedicato alla diffusione responsabile delle tecnologie digitali in sanità. Il rapporto, intitolato Proceeding report from Madrid conference on the responsible scale of AI in healthcare – Scaling fast while doing no harm, è stato pubblicato nel 2026 a seguito della conferenza di Madrid, che si è svolta il 28 e 29 maggio e ha riunito 142 esperti provenienti da 34 Paesi e 35 organizzazioni partner.

Il documento conferma che l'IA è già ampiamente presente nei sistemi sanitari, con applicazioni che spaziano dalla diagnostica alla gestione dei percorsi assistenziali fino alla documentazione clinica. Si stima che 230 milioni di persone utilizzino settimanalmente strumenti di IA per porre domande relative alla salute, e circa il 35% della popolazione consulta questi strumenti prima di rivolgersi a un professionista sanitario.

Nonostante l'ampia diffusione, il rapporto evidenzia alcune criticità. Oltre il 90% dei dirigenti intervistati riferisce di non aver ancora osservato miglioramenti misurabili della produttività attribuibili all'IA. Anche la stima dell'OCSE, che indica un potenziale aumento della produttività sanitaria del 6% nell'arco di dieci anni, resta una proiezione non ancora verificata nella pratica.

Il documento sottolinea inoltre la centralità del coinvolgimento degli operatori sanitari. Il 70% dei professionisti dichiara di non temere che l'IA possa sostituire il proprio lavoro, ma il 72% esprime preoccupazione per un'implementazione delle tecnologie senza un adeguato coinvolgimento degli operatori. Per gli infermieri, l'impatto riguarda soprattutto l'organizzazione dell'assistenza: strumenti di supporto alle decisioni e applicazioni per la documentazione possono contribuire a migliorare la disponibilità delle informazioni cliniche, riducendo il rischio di errori e alleggerendo alcune attività amministrative.

L'IA può risultare utile solo a determinate condizioni, tra cui la qualità dei dati, l'integrazione nei processi di lavoro e la capacità dei professionisti di interpretare criticamente i risultati. Il rapporto ribadisce che l'intelligenza artificiale deve essere considerata uno strumento di supporto e non un sostituto della valutazione clinico-assistenziale e della responsabilità professionale.

Il cosiddetto Piano di Madrid, denominato Expert-Led Madrid Action Plan (EL-MAP), individua dieci azioni prioritarie organizzate attorno a tre obiettivi principali. Tra questi, il primo riguarda la costruzione della fiducia attraverso il coinvolgimento diretto di pazienti e professionisti nella progettazione, implementazione e valutazione delle tecnologie digitali.

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