Una tendenza su Google oggi fa da segnale di un problema che riguarda milioni di donne in Italia: la menopausa è ancora un tabù. Il 50% delle donne nasconde i sintomi e due su tre ritengono che se ne parli ancora troppo poco. Il tema è tornato al centro del dibattito grazie alla giornata mondiale della menopausa, che si tiene il 18 ottobre, e a un’indagine condotta da AstraRicerche per Bayer Italia su circa 1000 donne italiane tra i 50 e i 70 anni, che fotografa la percezione di questo periodo della vita tra le donne che lo stanno vivendo.

Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Nature Medicine, il corpo delle donne vive un “precipizio fisiologico” in questa fase della vita: il metabolismo rallenta, aumentano i problemi cardiaci, il seno diventa più fibroso, le ossa perdono calcio e la pelle si assottiglia. Per questo, circa la metà delle donne desidererebbe poter usufruire di visite e controlli gratuiti, oltre a informazioni e consigli su cosa fare. Ma solo il 4% delle intervistate considera il tabù significativo e solo il 7% prova disagio a parlarne. Tuttavia, il 38% nasconde i sintomi, il 19% finge di stare bene e il 26% non ne parla con il medico, anche in presenza di disturbi (30%).

“Ancora oggi esiste uno stigma molto forte sulla menopausa come la perdita di qualcosa, la fine di una fase della vita della donna”, spiega Rossella Nappi, professore Ordinario di Clinica Ostetrica e Ginecologica dell’Università di Pavia e Presidente della International Menopause Society, a repubblica.it. “Viene percepita come un tema intimo e privato, e anche una condizione naturale, come effettivamente è. Ma questo non vuol dire che vada ignorata. Ignorare i sintomi significa far passare il tempo e peggiorare il quadro clinico.”

La dottoressa Nappi sottolinea l’importanza di affrontare la menopausa con consapevolezza: “Dal momento che si è allungata la vita delle donne, deve allungarsi anche la qualità di vita della donna. Il nostro è un messaggio positivo: dobbiamo guardare alla menopausa con gratitudine: perché ci ricorda che dobbiamo prenderci più cura di noi.”

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