Due aggressioni in due giorni, ai danni di infermieri di pronto soccorso: una a Napoli, l'altra ad Agrigento. Nel primo episodio, come riporta il Corriere del Mezzogiorno, un paziente ha colpito al volto un infermiere e lo ha minacciato di morte. L'infermiere ha riportato una prognosi di dieci giorni. L'aggressore è stato identificato e denunciato dalla Polizia di Stato. Nel secondo episodio, ad Agrigento, un uomo in evidente stato di alterazione ha sfondato una vetrata e ha tentato di aggredire un infermiere. L'uomo è stato bloccato da due agenti di polizia penitenziaria e da una guardia giurata. L'infermiere non ha riportato lesioni e non ci sono notizie di denunce.

Le dinamiche delle aggressioni

Il primo episodio è avvenuto a Napoli, al pronto soccorso dell'ospedale Vecchio Pellegrini. Secondo il Corriere del Mezzogiorno, un uomo si è presentato con nausea e vomito e pretendeva un letto. L'infermiere gli ha spiegato che i letti erano riservati ai pazienti con gravi difficoltà respiratorie. Il paziente ha reagito colpendo l'infermiere al volto e minacciandolo di morte, dicendo che non aveva nulla da perdere e che sarebbe stato disposto anche a vent'anni di galera pur di "rompergli la testa".

Il secondo episodio è avvenuto ad Agrigento, al pronto soccorso dell'ospedale San Giovanni di Dio. Secondo Grandangolo Agrigento, un uomo in evidente stato di alterazione, probabilmente con disturbi psichiatrici, ha sfondato una vetrata e ha tentato di aggredire un infermiere. È stato bloccato da due agenti di polizia penitenziaria e da una guardia giurata.

Le reazioni istituzionali

Il prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha condannato l'aggressione e ha richiamato le misure di sicurezza già in vigore, tra cui la maggiore presenza di polizia negli ospedali, le guardie giurate e la videosorveglianza.

I dati sulle aggressioni agli infermieri

Secondo i dati riportati dal Corriere del Mezzogiorno, quello di Napoli è il ventunesimo episodio del 2026 per l'Asl Napoli 1 Centro. Complessivamente, considerando anche l'Asl Napoli 2 Nord, si arriva a 34 aggressioni. A livello nazionale, secondo la Relazione 2025 dell'Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie (ONSEPS), gli episodi sono stati quasi 18.000, coinvolgendo 23.367 operatori. Gli infermieri rappresentano il 55% delle aggressioni, seguiti dai medici con il 16% e dagli OSS con l'11%. Le donne sono il 60% delle segnalazioni. I contesti più critici sono il pronto soccorso, gli SPDC e le aree di degenza. Le aggressioni sono state per il 69% verbali, per il 25% fisiche e per il 6% contro beni e strutture.

Fonti