La più grande minaccia per la salute del pianeta non è una guerra nucleare, né l'uso malevolo dell'intelligenza artificiale, ma l'obesità. Lo ha detto Mario Monti, ex presidente del Consiglio ed ex commissario europeo, al World Health Summit di Berlino, presentando la nuova Commissione Lancet sulle minacce globali alla salute nel XXI secolo, da lui presieduta.
In un'intervista con l'agenzia di stampa Reuters, Monti ha spiegato che la Commissione, in collaborazione con l'Institute for Health Metrics and Evaluation (IHME) dell'Università di Washington, ha analizzato 204 paesi e una vasta gamma di fattori di rischio per la salute. Il conflitto nucleare e l'uso malevolo dell'intelligenza artificiale sono stati considerati minacce catastrofiche, ma la Commissione si è concentrata anche su minacce più quotidiane, come l'obesità, l'istruzione, le disuguaglianze di reddito e il riscaldamento globale.
Secondo Monti, la Commissione non si limita a misurare le morti premature, ma utilizza i DALY (Disability-Adjusted Life Years), che tengono conto degli anni di vita in buona salute persi a causa di malattia o disabilità. In questo quadro, l'obesità emerge come la principale minaccia, con un impatto maggiore rispetto a quello di una guerra nucleare.
"L'obesità non fa notizia, non è spettacolare, ma è la minaccia che causa il maggior numero di anni di vita in salute persi", ha detto Monti. "Se questi scenari si realizzassero, il danno avrebbe le proporzioni di un'apocalisse".
La Commissione Lancet, guidata da Monti e diretta da Christopher Murray, direttore dell'IHME, e Natalia Kanem, ex direttrice esecutiva del Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione (UNFPA), valuta per la prima volta la salute globale e le minacce ad essa fino alla fine del secolo. Lo studio analizza una vasta gamma di minacce, dalle guerre convenzionali al riscaldamento globale, dall'ipertensione al fumo, dall'alcol alla salute mentale, dalla malnutrizione infantile alla resistenza agli antimicrobici e alle pandemie, fino all'inquinamento atmosferico.
Secondo i dati presentati al World Health Summit, un conflitto nucleare potrebbe causare 133 milioni di morti e 9,35 miliardi di anni di vita in salute perduti, mentre l'uso malevolo dell'intelligenza artificiale causerebbe 10,4 miliardi di anni di vita in salute perduti. Tuttavia, politiche efficaci contro l'obesità potrebbero evitare 23,1 miliardi di anni di vita in salute, più di qualsiasi altra misura. Anche politiche efficaci per l'istruzione e la riduzione delle disuguaglianze di reddito avrebbero un impatto significativo, con 16,1 e 13,8 miliardi di anni di vita in salute evitati rispettivamente. Contenere il riscaldamento globale a 1,8 gradi salverebbe 1,89 miliardi di anni di vita in salute.
Monti ha sottolineato che la Commissione non si limita a fare previsioni, ma propone scenari alternativi per mostrare come le politiche pubbliche possano influenzare la salute globale. Ha anche lanciato un allarme sul crollo degli aiuti sanitari internazionali, che secondo la Commissione potrebbe costare fino a 1,5 miliardi di anni di vita in salute, principalmente in Africa subsahariana.
"Non basterà pubblicare il rapporto perché i politici cambino comportamento", ha detto Monti. "Sono l'anomalia di questa commissione, l'unico che non si è fatto un nome nel campo della salute. Ma spero di poter contribuire a far ascoltare le sue raccomandazioni dai leader mondiali".

