La Società Italiana dell’Obesità (Sio) ha preso una posizione netta in risposta alle dichiarazioni del presidente dell’Aifa Robert Nisticò, rilasciate a repubblica.it il 30 settembre 2026. Nisticò aveva definito l’eccesso ponderale come conseguenza di stili di vita scorretti, sostenendo che i trattamenti farmacologici dovrebbero limitarsi a un ciclo di sei mesi.
La Sio ha replicato con un comunicato in cui sottolinea che l’obesità è una malattia cronica, progressiva e recidivante, non una colpa individuale. Secondo la società scientifica, ridurre la patologia a una questione di forza di volontà significa tradire le evidenze scientifiche e alimentare lo stigma sociale.
“L’obesità è una malattia cronica, progressiva e recidivante, non una colpa individuale”, ha dichiarato il presidente Sio Silvio Buscemi. “Non è una patologia che si risolve ‘in sei mesi al massimo’, come affermato dal presidente Aifa, e ridurla a una questione di forza di volontà significa tradire le evidenze scientifiche e alimentare stigma sociale”.
Secondo Buscemi, l’obesità costa all’Italia 13,6 miliardi all’anno, e ignorare la natura cronica della malattia rischia di compromettere la comprensione scientifica della patologia.
La Sio accoglie invece positivamente l’apertura di Aifa verso la rimborsabilità dei nuovi farmaci anti-obesità per i pazienti a rischio. La società ha proposto da tempo un modello simile a quello francese, che prevede criteri clinici rigorosi.
“È esattamente la direzione che indichiamo da mesi: non una rimborsabilità indiscriminata, ma un percorso progressivo che parta dalle persone con obesità più grave, secondo rigorosi criteri clinici di priorità e sostenibilità”, ha aggiunto Buscemi.
La Sio respinge però la ricostruzione delle cause della malattia e della durata delle terapie proposta da Nisticò, ricordando che le principali linee guida internazionali indicano come orizzonte terapeutico la gestione continuativa del peso, comprensiva di calo ponderale e mantenimento, come previsto anche dall’indicazione approvata per molecole come semaglutide.

