La notizia della morte di Daria Shipilova, 28 anni, tecnica di laboratorio, avvenuta il 5 Ottobre nella regione di Irkutsk, in Russia, a causa della peste polmonare, ha alimentato preoccupazioni anche in Europa, dove molti si interrogano sulla possibilità che la malattia possa arrivare nel continente. Secondo quanto riportato dal quotidiano in esilio, la donna avrebbe contratto la forma più grave della malattia, la peste polmonare, causata dal batterio Yersinia pestis e caratterizzata da un decorso particolarmente rapido e da un’elevata letalità, soprattutto in assenza di trattamento tempestivo.
L’agenzia di salute pubblica russa Rospotrebnadzor, riporta l’AdnKronos, ha dichiarato che la diagnosi ufficiale è di "polmonite di eziologia non determinata", affermando che durante l’osservazione e il trattamento della paziente "non sono stati identificati microrganismi che indichino un’infezione umana con agenti patogeni di particolare pericolosità collegati all’attività professionale della vittima". L’agenzia ha inoltre sottolineato che nel laboratorio in cui lavorava la donna non si sarebbe verificato alcun incidente.
La peste bubbonica è la forma più nota della malattia: si contrae attraverso la puntura di pulci infette che iniettano il batterio Yersinia pestis, provocando un'infezione caratterizzata dall'infiammazione di alcuni linfonodi vicini al punto della puntura, formando il caratteristico bubbone. La peste setticemica si sviluppa rapidamente nel flusso sanguigno, può derivare dalla peste bubbonica o manifestarsi direttamente nei soggetti particolarmente fragili, portando a complicazioni gravi come insufficienza multiorgano e morte se non trattata.
La peste polmonare, la forma più grave, si diffonde tramite particelle respiratorie espulse da una persona infetta, anche attraverso tosse, starnuti o semplicemente parlando. Dopo un'incubazione di 2-4 giorni, si ha un esordio improvviso con brividi, febbre, mal di testa, dolori muscolari, debolezza, vertigini e fastidio al torace, seguiti da tosse e difficoltà respiratorie. L'espettorato è inizialmente mucoso, ma dopo poche ore compaiono tracce di sangue, fino a diventare rosa o rosso vivo e schiumoso. Senza trattamento, la malattia può progredire rapidamente, provocando insufficienza respiratoria e morte nel giro di poche ore. La probabilità di guarigione è elevata se la malattia viene trattata con antibiotici entro 24 ore dalla comparsa dei sintomi.
Secondo l'epidemiologo Massimo Ciccozzi, "Il batterio Yersinia pestis è storicamente ed eccezionalmente sensibile alla maggior parte degli antibiotici ad ampio spettro. Questo significa che, se diagnosticata tempestivamente e trattata con gli antibiotici appropriati, la peste può essere curata con successo. Il trattamento tempestivo è essenziale, poiché la rapidità con cui la malattia progredisce, soprattutto nella forma polmonare, non lascia molto tempo per intervenire. La terapia antibiotica deve essere somministrata il prima possibile. I farmaci raccomandati includono streptomicina, gentamicina, ciprofloxacina, levofloxacina, moxifloxacina, doxiciclina e cloramfenicolo. La scelta del farmaco dipende dalla forma clinica della malattia, dalle condizioni del paziente e dalla disponibilità del farmaco."

