“Siamo di fronte a un paradosso: si risparmia acqua oggi e si rischia di contaminarla per decenni, scaricando i costi sulla collettività. L’innovazione digitale è una grande opportunità, ma deve essere sostenibile: l’intelligenza artificiale non può essere costruita scaricando sui cittadini e sull’acqua un’eredità chimica che durerà generazioni”.

È l’allarme lanciato da Furio Truzzi, presidente di Consumers’ Forum, che ha presentato il Manifesto “Verso l’eliminazione dei PFAS”, un documento in cinque punti per prevenire una nuova emergenza ambientale e sanitaria legata ai composti perfluoroalchilici.

Il Manifesto chiede l’eliminazione dei PFAS in tutti gli usi per cui esistono alternative valide, una restrizione rapida e completa, con deroghe rigorosamente limitate nel tempo, un’armonizzazione europea nel quadro REACH, il sostegno alla ricerca e una rigorosa applicazione del principio “chi inquina paga”.

Quest’anno sono entrati in vigore limiti più severi per i PFAS nell’acqua potabile, e da gennaio 2027 entrerà in vigore il limite per il TFA, un PFAS a catena corta. “Per rispettarli servono impianti di trattamento, monitoraggi e laboratori accreditati, con investimenti ingenti”, ha spiegato Truzzi. “Se a sostenerli fosse la tariffa, il cittadino pagherebbe due volte: con la propria salute e con l’ambiente contaminato, e poi con la bolletta. Per questo chiediamo che i costi siano posti in capo a chi inquina, non ai gestori del servizio idrico, che non sono responsabili dell’inquinamento ma tra le sue prime vittime economiche”.

Il settore sta puntando su tecnologie che impiegano fluidi fluorurati: il raffreddamento a immersione bifase e i refrigeranti fluorurati di nuova generazione producono TFA come prodotto di degradazione. “La maggior parte dei data center non usa PFAS, ma la tendenza è preoccupante: i dieci maggiori produttori mondiali di PFAS stanno ampliando la propria capacità, e i data center sono uno dei mercati in maggiore crescita per i fluidi fluorurati”, ha aggiunto Truzzi.

“L’innovazione digitale è una grande opportunità”, ha concluso il presidente di Consumers’ Forum, “ma deve essere sostenibile. L’intelligenza artificiale non può essere costruita scaricando sui cittadini e sull’acqua un’eredità chimica che durerà generazioni. Per questo chiediamo regole chiare e responsabilità economica, per garantire che le innovazioni siano davvero sostenibili”.

Nel Manifesto, Consumers’ Forum propone cinque strumenti concreti per garantire la sostenibilità dei sistemi di raffreddamento che impiegano PFAS:

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