Furto di farmaci oncologici all'ospedale di Piacenza. I ladri hanno rubato medicinali per un valore vicino al milione di euro, costringendo l'Azienda Usl a riorganizzare in poche ore la distribuzione delle terapie ai pazienti.
Il furto è avvenuto nel fine settimana. L'Ausl di Piacenza ha presentato denuncia ai Carabinieri e ha assicurato collaborazione alle autorità. L'azienda ha confermato di essere assicurata per eventi di questo tipo.
La priorità è stata garantire la continuità delle cure ai malati oncologici. La farmacia ospedaliera, insieme al Magazzino Unico Centralizzato dell'Area Vasta Emilia Nord e alle altre aziende sanitarie dell'Emilia-Romagna, ha attivato rifornimenti straordinari. L'Ausl ha assicurato a tutti i pazienti la prosecuzione delle terapie, ringraziando il personale per il lavoro svolto in condizioni di emergenza.
Per chi è in trattamento oncologico il calendario dei cicli fa parte della cura. Un rinvio può incidere sull'efficacia della terapia, sulla tollerabilità e aumentare l'ansia. In questo caso l'azienda ha dichiarato di aver garantito la continuità, ma la necessità di rifornimenti straordinari dimostra quanto sia delicato l'equilibrio della distribuzione dei farmaci antitumorali.
I farmaci oncologici sono particolarmente esposti ai furti perché combinano alto valore economico e dimensioni ridotte. Con confezioni piccole e facili da trasportare possono concentrare in poco spazio decine o centinaia di migliaia di euro. Questo li rende appetibili per il mercato illegale o per la rivendita in Italia e all'estero.
Non è la prima volta che il sistema sanitario affronta episodi di questo tipo. Uno studio di Transcrime promosso dall'Agenzia italiana del farmaco (AIFA) aveva registrato 32 episodi di furto di farmaci oncologici e 51 furti totali nel 2013, con un danno medio di circa 330 mila euro per furto. Più recentemente, nell'aprile 2026, sei persone erano state raggiunte da misure cautelari nell'ambito di un'indagine su furti nei depositi dell'Ausl di Reggio Emilia, per un valore complessivo di circa due milioni di euro.
Il problema non riguarda soltanto il valore economico. Secondo AIFA un farmaco uscito dalla filiera legale perde ogni garanzia di sicurezza. Un medicinale trafugato può essere esposto a temperature sbagliate, manomesso o sostituito con copie contraffatte. Nel 2014 in Germania erano stati recuperati antitumorali italiani con evidenti problemi di temperatura e confezioni manomesse. Anche per questo l'Italia ha adottato il sistema di tracciatura dei farmaci attraverso il bollino.
I farmaci oncologici sono tra i più costosi del sistema sanitario. Secondo il Rapporto OsMed 2025 di AIFA la spesa per la categoria "antineoplastici e immunomodulatori" ha raggiunto i 144,36 euro per abitante, con una crescita dei consumi dell'8,1%. La spesa farmaceutica complessiva ha toccato i 39,3 miliardi di euro, in aumento del 6% rispetto all'anno precedente.
Le classi di farmaci rubati appartengono alla fascia H o A, destinati alla dispensazione ospedaliera e a totale carico del Servizio sanitario nazionale. Il valore economico è coperto dalle assicurazioni, ma il costo del lavoro straordinario di farmacisti e reparti resta a carico del sistema.

