La morte di un paziente nella sala d’attesa del pronto soccorso dell’ospedale Cisanello di Pisa finisce al centro del dibattito politico. A intervenire è l’europarlamentare della Lega Susanna Ceccardi, che chiede chiarezza alla Regione Toscana e all’Azienda ospedaliero-universitaria pisana sull’accaduto e sulle condizioni organizzative del servizio.

Secondo quanto riportato da Ceccardi, il decesso avrebbe coinvolto un uomo di 83 anni e si sarebbe verificato nei giorni scorsi all’interno della sala d’attesa del pronto soccorso. L’esponente leghista sottolinea la necessità di ricostruire tempi, procedure, condizioni del paziente ed eventuali criticità organizzative, anche in relazione a possibili carenze di personale o sovraccarichi della struttura.

“Morire in una sala d’attesa di un pronto soccorso, dopo ore trascorse dall’arrivo in ospedale, è una tragedia che non può essere archiviata come un semplice episodio”, afferma Ceccardi, evidenziando come la pressione sui pronto soccorso non possa essere affrontata soltanto dopo episodi gravi.

Nel suo intervento, l’europarlamentare richiama anche la necessità di un intervento della Regione Toscana con maggiori risorse, personale adeguato e un’organizzazione in grado di garantire assistenza tempestiva e sicura ai cittadini.

Ceccardi pone inoltre l’attenzione sul ruolo del pronto soccorso di Cisanello, punto di riferimento per un ampio bacino di cittadini, e sulla direzione della struttura. Attualmente l’unità operativa di Medicina d’urgenza e Pronto soccorso è diretta dal facente funzione Francesco Leoli, dopo che negli scorsi mesi, a seguito del pensionamento del precedente responsabile, il pronto soccorso è rimasto senza un primario titolare per alcuni mesi.

L’esponente della Lega evidenzia che è stato individuato il nuovo direttore Alessio Bertini, il cui ingresso è previsto per novembre, e chiede di chiarire i tempi intercorsi tra la conclusione del concorso e l’effettivo ingresso del nuovo responsabile.

Nel suo intervento, Ceccardi riconosce anche l’impegno di medici, infermieri e personale del pronto soccorso, sottolineando come la richiesta di verifica non sia rivolta agli operatori ma all’organizzazione complessiva del sistema di emergenza-urgenza.

L’obiettivo dichiarato è verificare quanto accaduto a Cisanello e affrontare le criticità organizzative dell’emergenza-urgenza, in un contesto in cui la carenza di medici e la pressione sui pronto soccorso rappresentano una delle principali sfide per il sistema sanitario pubblico.