La misurazione corretta della pressione sanguigna è un passaggio fondamentale nella prevenzione degli eventi cardiovascolari, ma spesso viene sottovalutata. Uno studio dell’Università Johns Hopkins mette in evidenza come una pratica apparentemente semplice, come la posizione del braccio durante la misurazione, possa influire significativamente sui risultati.


Secondo quanto riportato da repubblica.it, lo studio, coordinato dal dottor Tammy Brady, docente di pediatria presso la Scuola di Medicina dell’Università Johns Hopkins, e condotto da Hairong Lu, primo autore e assistente presso la Scuola di Medicina dell’Università di Wuhan, ha coinvolto poco più di 130 partecipanti di età compresa tra 18 e 80 anni, con e senza ipertensione. La misurazione è stata effettuata con uno sfigmomanometro digitale dopo che i partecipanti avevano svuotato la vescica e camminato per due minuti, seguiti da cinque minuti di riposo seduti con schiena e piedi appoggiati.


Il bracciale per la misurazione è stato posizionato in base alla circonferenza del braccio e sono state effettuate tre serie di tre misurazioni ciascuna, con un intervallo di 30 secondi tra una pressione e l’altra, in tre diverse posizioni del braccio: appoggiato su una scrivania (posizione ottimale), appoggiato sulle gambe e penzolante libero su un fianco.


Il risultato è stato chiaro: in media, la pressione sistolica aumentava di quasi 4 millimetri nella posizione sulle gambe e di quasi 7 se il braccio rimaneva penzolante, con una sovrastima di 6,5 millimetri in quest’ultimo caso. Differenze che possono sembrare minime, ma che, soprattutto nei pazienti a rischio, possono portare a diagnosi errate di ipertensione.


L’importanza di una misurazione corretta è cruciale, perché l’ipertensione è spesso asintomatica. Una rilevazione precisa può indicare una condizione di pre-ipertensione o di pressione alta, consentendo al medico di intervenire tempestivamente con consigli sullo stile di vita e terapie per il controllo della pressione, prevenendo così eventi cardiovascolari gravi come infarti e ictus.


Come sottolinea Sherry Liu della Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health, se si misura costantemente la pressione sanguigna con il braccio non appoggiato, come spesso accade nelle misurazioni casalinghe, si tratta di una potenziale differenza tra una pressione sistolica di 123 e 130, o tra 133 e 140, che è considerata ipertensione di stadio 2.

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