In Italia, l'8,6% delle famiglie ha dovuto affrontare nel 2022 una spesa sanitaria catastrofica, ovvero ha sostenuto pagamenti diretti così elevati da superare il 40% della propria capacità di spesa residua. È uno dei dati contenuti nel primo rapporto europeo sul tema pubblicato dall'OMS, relativo al 2023 e basato sui dati del 2019, presentato oggi dal 9° Rapporto GIMBE.

Il rapporto analizza per la prima volta in modo comparabile, per 40 Paesi tra cui l'intera Unione europea, la spesa sanitaria catastrofica e quella impoverente, cioè le famiglie che scendono sotto la soglia di povertà dopo aver pagato le cure. In diversi Paesi europei meno dell'1% delle famiglie risulta impoverito dai costi sanitari, come in Belgio, Spagna e Regno Unito, mentre in Albania, Bulgaria e Ucraina la quota supera il 7%, con una mediana UE del 2%. Per la spesa catastrofica, in Irlanda, Svezia e Regno Unito la quota è inferiore al 2%, mentre Bulgaria, Lettonia e Ucraina superano il 14%, con una mediana UE del 4%.

La disuguaglianza è marcata: nel quintile di reddito più povero, la spesa catastrofica incide da due a cinque volte di più rispetto alla media nazionale, e in tutti i Paesi studiati almeno il 40% delle famiglie più povere ne è colpito. I farmaci extraospedalieri sono la principale voce di spesa, rappresentando il 38% dei pagamenti diretti complessivi e oltre il 60% nel quintile più povero, seguiti da cure odontoiatriche, dispositivi medici e assistenza ospedaliera.

Per l'Italia, l'OMS fotografa una situazione già critica nel 2019: oltre il 4% delle famiglie impoverite dai costi sanitari, il doppio della mediana UE, e una spesa catastrofica tra il 5% e il 10%. I dati aggiornati GIMBE al 2022 mostrano un ulteriore peggioramento: l'8,6% delle famiglie ha sostenuto una spesa catastrofica e il 3,7% è stata impoverita o ulteriormente impoverita. Nel quintile più povero la quota di spesa catastrofica sale al 27%, con la maggiore incidenza nel Mezzogiorno.

Per le famiglie colpite, i farmaci extraospedalieri rappresentano il 39% della spesa sostenuta, seguiti da prestazioni ambulatoriali (23%) e cure dentali (22%). Nel 2025 la spesa sanitaria out of pocket in Italia ha raggiunto 42,4 miliardi di euro, pari al 22,3% della spesa sanitaria complessiva, e nel 2024 il 9,9% della popolazione ha rinunciato a visite o esami, quota che sale al 3,1% tra i più poveri.

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