Un bambino su quattro sotto i cinque anni vive in grave povertà alimentare. Lo denuncia Save the Children, che stima che circa 181 milioni di bambini nel mondo soffrano la fame, mentre quasi 43 milioni soffrono di malnutrizione acuta e 12 milioni sono in condizioni di malnutrizione grave, la forma più letale. La malnutrizione è responsabile di quasi la metà dei decessi tra i bambini sotto i cinque anni. Le cause principali sono tre “killer silenziosi”: le guerre, la crisi climatica e la riduzione degli aiuti.
In occasione della Giornata mondiale dell'Alimentazione, Save the Children lancia un allarme urgente: a ottobre, solo il 31% dei finanziamenti necessari per affrontare le emergenze nutrizionali infantili era stato stanziato. Su 10 miliardi di dollari richiesti, circa 6,9 miliardi risultavano ancora scoperti. L’analisi dell’organizzazione, condotta in quasi 20 Paesi tra cui Sudan, Yemen e Somalia, evidenzia livelli allarmanti di malnutrizione e insicurezza alimentare.
“La sicurezza alimentare non è un traguardo irraggiungibile: è una scelta politica”, afferma Daniela Fatarella, Direttrice Generale di Save the Children. “I bambini, che non hanno colpe, pagano il prezzo più alto di conflitti, crisi climatica e tagli agli aiuti. In Paesi come lo Yemen, oltre il 55% della popolazione soffre la fame. Non possiamo accettare che un bambino muoia di fame ogni 11 secondi.”
Conflitti e insicurezza alimentare
Nel 2025, nei Paesi colpiti da conflitti, 23,1 milioni di persone si trovavano in condizioni di emergenza (Fase 4 dell’IPC); di queste, 4,8 milioni in condizioni catastrofiche (Fase 5). Gaza rappresenta un caso critico: oltre 1,2 milioni di persone sono in insicurezza alimentare acuta e si stima che entro aprile 2027 oltre 74 mila bambini sotto i cinque anni soffriranno di malnutrizione acuta, con 26 mila in forma grave. In Sudan, si prevede che nel 2026 circa 825 mila bambini sotto i cinque anni soffriranno di malnutrizione acuta grave, un aumento del 7% rispetto al 2025.
Cambiamenti climatici ed eventi estremi
Gli eventi meteorologici estremi contribuiscono per circa un terzo alle condizioni di insicurezza alimentare acuta. Nel Corno d’Africa, 1,4 milioni di persone si trovano in condizioni di emergenza alimentare e 144 mila sono in condizioni catastrofiche. In Somalia, nel 2025, 1,5 milioni di persone sono state colpite da inondazioni.
Tagli agli aiuti umanitari
Gli aiuti sono ai minimi storici: si stima che nel 2025 i fondi per assistenza alimentare, agricola e nutrizionale siano calati del 59% rispetto al 2022, con un drastico calo del numero di donne e bambini raggiunti, da 36 milioni a 16,7 milioni.

