Due casi gravi, uno di ipertensione e uno di iperglicemia, sono stati individuati grazie alla valutazione iniziale degli infermieri durante una giornata di prevenzione e screening gratuita nella provincia di Ancona. L'iniziativa, organizzata dall'Ordine delle Professioni Infermieristiche di Ancona (OPI Ancona), dall'associazione Lions Club Castelfidardo e dalla Croce Verde, ha coinvolto oltre 100 cittadini in screening anonimi e gratuiti.
L'evento si è svolto in una mattina e prevedeva un percorso strutturato: rilevazione dei parametri vitali e anamnesi da parte degli infermieri, seguita dalla visita medica. Chi presentava fattori di rischio cardiovascolare veniva sottoposto a un approfondimento comprendente elettrocardiogramma e visita cardiologica.
Due casi gravi sono emersi proprio durante la fase infermieristica, a conferma del ruolo cruciale della valutazione infermieristica nella prevenzione e nel triage. In entrambi i casi, senza lo screening il problema sarebbe rimasto nascosto.
Il caso di ipertensione
Un paziente ha riportato una pressione arteriosa di 200/100 mmHg, corrispondente a un'ipertensione di grado 3, la più severa nella classificazione della European Society of Hypertension e della European Society of Cardiology. Il paziente aveva interrotto la terapia antipertensiva dopo averla iniziata, scambiando l'effetto del farmaco per una guarigione, poiché da quando assumeva la terapia aveva iniziato ad avere valori stabili.
Il caso evidenzia quanto sia comune la scarsa aderenza terapeutica, dovuta spesso a una comprensione incompleta della malattia e della terapia. Senza l'intervento degli infermieri, la condizione sarebbe rimasta non trattata e potenzialmente pericolosa. Un'ipertensione non controllata può aumentare il rischio di eventi cardiovascolari severi. È stato avviato un intervento di educazione sanitaria per migliorare l'aderenza terapeutica.
Il caso di iperglicemia
Il secondo caso riguarda un paziente con sintomi di scompenso metabolico. La glicemia capillare, misurata dall'infermiere, superava i 500 mg/dL, un valore associato a un rischio elevato di crisi iperglicemiche, tra cui la chetoacidosi diabetica e lo stato iperglicemico iperosmolare.
Senza lo screening, il paziente avrebbe potuto andare incontro a un peggioramento dello stato di salute. L'infermiere ha allertato il sistema di emergenza territoriale, mentre il paziente è stato assistito e monitorato in attesa dell'arrivo dei soccorsi.
Il ruolo della valutazione infermieristica
I due casi evidenziano l'importanza della valutazione infermieristica come primo livello di intercettazione del rischio clinico. La competenza degli infermieri permette di identificare situazioni urgenti e attivare tempestivamente il percorso assistenziale appropriato.
Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, nei Paesi ad alto reddito solo un paziente cronico su due segue la terapia come prescritto. Questo dato sottolinea l'importanza della prevenzione e dell'educazione sanitaria per ridurre il rischio di eventi acuti e migliorare la qualità della vita dei pazienti.

