Il diritto alla salute riguarda anche il benessere sui banchi di scuola. È questo il messaggio lanciato dal Presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, intervenuto al Festival di Salute oggi a Padova. “Gli ambienti hanno a che fare con la salute degli studenti”, ha dichiarato Stefani, sottolineando come sia “giusto che la regione Veneto svolga un ruolo importante nelle sedi sovraregionali in accordo con le province per far sì che gli studenti possano vivere e studiare in ambienti confortevoli non solo per loro, ma anche per tutto il personale scolastico”.
Le parole del governatore richiamano un tema spesso trascurato ma centrale: la salubrità delle scuole. Troppo spesso si pensa che il diritto alla salute riguardi solo ospedali e cure mediche, dimenticando che i giovani trascorrono gran parte della loro giornata in classe. Eppure, molte scuole italiane presentano problemi strutturali, sovraffollamento e carenze di climatizzazione che incidono direttamente sul benessere fisico e mentale degli studenti.
Il rapporto del ministero dell'Istruzione sull'edilizia scolastica, elaborato da Ansa, evidenzia come un edificio scolastico su cinque sia privo di certificazioni fondamentali come agibilità, prevenzione incendi e omologazione della centrale termica. In alcune regioni, tra cui il Veneto, la situazione è particolarmente critica, con edifici dichiarati inagibili, pannelli e travi pericolanti, infiltrazioni e muffe che rappresentano un rischio concreto per la salute.
Un altro problema riguarda le cosiddette “classi pollaio”. Secondo il rapporto di Tuttoscuola, nell'anno scolastico 23/24 rappresentavano circa il 6% del totale a livello nazionale. In Veneto, il 2,89% delle classi conta oltre 30 studenti, con picchi di 36 alunni per classe. Questo non solo complica l'insegnamento, ma aumenta il rischio di contagi e malattie, come dimostrato durante la pandemia da Covid-19.
La situazione peggiora ulteriormente d'estate. Nel 2025, solo il 7,42% delle scuole pubbliche italiane era dotato di impianti di climatizzazione. In Veneto, nonostante il clima, solo il 9,1% delle scuole era climatizzato. Questo causa temperature elevate nelle aule, malesseri diffusi e un forte impatto sull'attenzione e sull'apprendimento. Non a caso, in Francia, durante le ondate di caldo, gli studenti sono scesi in piazza per protestare contro le cattive condizioni delle scuole.
Le ricerche scientifiche confermano il legame tra ambiente scolastico e salute. Uno studio dell'Università di Salford ha dimostrato il nesso tra ambiente di apprendimento e qualità dell'apprendimento, mentre una ricerca della Technical University of Denmark ha evidenziato come temperature elevate nelle scuole siano associate a rischi per la salute e a un calo delle prestazioni cognitive.
Per questo, le parole di Stefani non sono solo una dichiarazione di intenti: richiamano tutti, dalle istituzioni agli enti locali fino ai professionisti della sanità pubblica, a garantire aule sicure, ben ventilate e non sovraffollate. Perché a scuola, prima ancora di apprendere, si ha il diritto di stare bene. E questo diritto alla salute è inalienabile.

