Dal 12 al 18 ottobre 2026 decine di città italiane ospiteranno eventi pubblici aperti alla popolazione nell’ambito di “VIVA! La settimana della rianimazione cardiopolmonare”, l’iniziativa promossa dall’Italian Resuscitation Council (IRC) per la diffusione delle conoscenze di primo soccorso, massaggio cardiaco e utilizzo del defibrillatore. L’iniziativa, giunta alla quattordicesima edizione, culminerà venerdì 16 ottobre nella Giornata internazionale della rianimazione cardiopolmonare, il World Restart A Heart Day. In Italia, ogni anno, circa 60.000 persone sono colpite da arresto cardiaco e solo il 58% di chi assiste all’evento interviene con manovre salvavita; solo il 28% utilizza un defibrillatore. Il tasso di sopravvivenza globale è di circa l’8%.

“Insegnare a tutti a tutti a riconoscere tempestivamente un arresto cardiaco e ad attivare correttamente la catena del soccorso, a partire dalla chiamata al 112, è fondamentale: le probabilità di sopravvivenza diminuiscono infatti fino al 10% per ogni minuto che passa senza intervento”, spiega la presidente di IRC Katya Ranzato.
Il primo passo è riconoscere la condizione: la persona è priva di coscienza, non respira normalmente o non respira affatto. A quel punto è necessario allertare i soccorsi, chiamando il numero 112 o il 118, e iniziare le manovre di rianimazione cardiopolmonare. Comprimendo il torace, infatti, si genera una pressione che spinge il sangue nel sistema circolatorio, garantendo una minima perfusione degli organi vitali, in particolare del cervello, in attesa dell’arrivo dei soccorsi. Se possibile, le compressioni toraciche dovrebbero essere alternate a ventilazioni di soccorso. Fondamentale è anche l’uso del defibrillatore automatico esterno (DAE).
Nell’edizione 2026, IRC ha presentato anche un nuovo percorso formativo gratuito dedicato agli insegnanti.

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