L’Italia è il primo Paese in Europa per decessi attribuibili all’inquinamento atmosferico: circa 69mila nel 2023, morti premature soprattutto per infarto, ictus, tumore al polmone, Bpco (Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva), secondo i dati comunicati da Alessandro Miani, professore di Prevenzione Ambientale alla Statale di Milano e presidente della Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima), in un’intervista pubblicata sul Corriere.it il 21 febbraio 2024 a firma di Maria Giovanna Faiella.
Miani sottolinea la necessità di agire in fretta per ridurre drasticamente le principali sorgenti emissive dell’inquinamento atmosferico, che comprende particolato, ossidi di azoto, monossido di carbonio, idrocarburi policiclici aromatici (Ipa), ozono e black carbon.
Per quanto riguarda la protezione durante i picchi di inquinamento, Miani raccomanda ai bambini e agli anziani, in particolare quelli con malattie croniche pregresse, di evitare le passeggiate all’aperto. Chi vuole fare attività fisica dovrebbe farlo in aree verdi, possibilmente nelle primissime ore del mattino o la sera. Sulle mascherine, specifica che possono essere utili ma rappresentano un filtro parziale soprattutto per le particelle più sottili.
Per quanto riguarda le abitazioni, Miani consiglia, chi ha finestre che affacciano su cortili interni o strade secondarie dovrebbe evitare di aprirle durante le ore di punta del traffico, ma aprirle più volte al giorno per cambiare l’aria negli ambienti chiusi. Chi ha solo finestre che affacciano su strade trafficate dovrebbe dotarsi di sistemi di purificazione dell’aria o ventilazione meccanizzata con prefiltrazione.

